Vinitaly 2012

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Intervista esclusiva di S-Wine al G.P.S.

D: Edizione particolarmente sottotono, colpa della crisi?

R: Sicuramente sì!
Crisi d’idee, crisi del buon gusto, dell’educazione e del buon senso: la stessa crisi che in maniera irreversibile sta colpendo l’Italia intera.

D: E i soldi?

R: Paradossalmente in tutto ciò i soldi sono il problema minore, non è che ce ne siano in abbondanza intendiamoci, ma quelli che ci sono vengono pure spesi male, questo è il vero problema a nostro modesto avviso.

D: E come andrebbero spesi?

R: Bisognerebbe tener conto dell’anno in cui viviamo, delle nuove tendenze, gli standard di vendita e di presentazione del prodotto sono cambiati negli ultimi anni, ma al Vinitaly quasi nessuno sembra essersene accorto.

D: L’affluenza è stata comunque ottima e non abbiamo riscontrato pareri particolarmente negativi…

R: Noi non possiamo sapere cos’è meglio se nessuno ce lo fa vedere.

D: Gli altri Stati sono più “innovativi” rispetto all’Italia?

R: Ci è difficile dare una risposta esatta, non uscendo quasi mai da Sarmazza, ma da quel che possiamo vedere nel web sembra proprio di sì.

D: Il vino era buono almeno?

R: Certamente, è stato l’anno per eccellenza dei tagli con l’oro, peraltro riservati ai soli sceicchi, mentre per noi comuni mortali é facile prevedere un ritorno al gotto e damigiana già dal prossimo anno.

D: Quindi non vi è rimasto che lustrarvi gli occhi con le standiste…

R: Quello sicuramente, le “granny” erano le vere protagoniste della manifestazione, è stata l’unica mossa azzeccata delle aziende a completamento dello stile retrò.

D: Si parla di un possibile trasferimento del Vinitaly…

R: Se verrà trasferito a Milano abbiamo ideato il Sarmazzitaly: degustaione dei nostri migliori recioti alle “scolette” di Sarmazza…in via di definizione eventuali abbinamenti e inviti visto il limitato numero di posti a disposizione.

D: In attesa di sviluppi non resta che ringraziarvi della disponibilità e darvi appuntamento al 2013.

R: E’ sempre un piacere poter esprimere il nostro punto di vista, seppur le occasioni per farlo siano sempre più rare: tutti c’insegnano a starcene zitti e ascoltare i presunti “guru” della comunicazione, ma noi siamo fatti alla nostra maniera. Grazie.

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